A volte le parti ripetono gli stessi argomenti ma escono dall’incontro con interpretazioni diverse di quanto concordato. La difficoltà può stare nel significato delle parole, nell’ordine dei temi o nell’ascolto. In mediazione si può organizzare la comunicazione prima di confrontare le proposte. Non richiede di dare ragione all’altro, ma di verificare che entrambi parlino della stessa questione e comprendano ciò che accetterebbero.
Punti essenziali prima di iniziare
- Riformulare con parole proprie verifica la comprensione, senza riconoscere la ragione altrui.
- Chiedere un fatto concreto è più utile che indovinare intenzioni.
- Gli accordi devono indicare attività, responsabile, scadenza e conferma dell’adempimento.
Perché lo stesso messaggio può significare cose diverse?
Jerzy Plis descrive ostacoli legati a lingua, emozioni, sfiducia e canale comunicativo. Parole come «rapidamente», «documenti completi» o «progetto finito» possono avere significati diversi. Presupposti, termini tecnici ed esperienze precedenti complicano ulteriormente. Ripetere la stessa frase a voce più alta non elimina queste differenze.
Può aiutare distinguere osservazione e giudizio. Si può dire «Non ho ricevuto l’allegato citato nel messaggio», invece di accusare subito l’altro di disinteresse. Non decide chi abbia ragione, ma individua un punto verificabile. Quando i dati sono molti, chiedi se un breve prospetto scritto sia più utile di un elenco a voce.
Fonti di questa sezione: [1, pp. 137–140]
Parafrasare: verificare anziché presumere
Parafrasare significa riassumere con parole proprie ciò che si è ascoltato e verificarlo. Per esempio: «Capisco che il problema sia la data di consegna dei documenti, non il loro contenuto. Ho capito bene?». L’altra persona può correggere. È utile anche quando non condividi la proposta.
Il libro collega la tecnica al linguaggio semplice e al riscontro comunicativo. Evita di inserire nella parafrasi un giudizio nascosto, insinuando ad esempio che l’altro «cambi di nuovo idea». Se la dichiarazione è lunga, verifica prima un punto importante. Lo scopo è capire correttamente, non ripetere meccanicamente ogni frase.
Fonti di questa sezione: [1, pp. 141–144]
Domande che organizzano il confronto
Le domande aperte fanno emergere informazioni che un sì o no non offre. Puoi chiedere che cosa renda difficile una scadenza, come venga inteso l’adempimento e quali materiali aiutino a valutare la proposta. Plis collega queste domande all’ascolto attivo e al ruolo del mediatore nell’ordinare le informazioni.
Ascolta la risposta prima della domanda successiva. Se parlano più persone insieme, concordate i turni e tornate sul punto perso. Non devi rispondere subito a ogni giudizio. Chiedi un esempio concreto o il chiarimento di una parola che ha provocato disaccordo. Il mediatore aiuta a mantenere il tema e riassumere le differenze.
Fonti di questa sezione: [1, pp. 143–145]
Adattare la modalità alle informazioni, anche online
Un calcolo complesso si discute meglio se tutti vedono la stessa tabella e sanno quali voci sono contestate. Un tema delicato può invece richiedere un accordo preliminare su come e quando affrontarlo. La letteratura sottolinea luogo, momento e canale. Non occorre trattare tutto in un unico lungo colloquio congiunto.
Online concordate come segnalare domande, mostrare documenti e sospendere il colloquio se la connessione cade. Sono accorgimenti organizzativi, non garanzie tecniche di riservatezza. Prima degli incontri individuali chiarite le regole sulla trasmissione delle informazioni all’altra parte. La riservatezza civile polacca è disciplinata dall’articolo 183⁴ KPC.
Fonti di questa sezione: [1, pp. 144–146] [2]
Controllare una comprensione condivisa degli accordi
Alla fine di un tema provate a rispondere a quattro domande: che cosa deve accadere, chi lo farà, quando e come l’altro saprà che è stato fatto? Chiedete poi a ciascuno di descrivere il punto con parole proprie. È un riscontro pratico; scoprire subito una differenza può evitare un nuovo equivoco.
Se il colloquio torna a girare in tondo, chiedi un breve riepilogo di ciò che è deciso e di ciò che resta aperto. Si può cambiare l’ordine dei temi o fare una pausa. Comunicare meglio non garantisce un accordo, ma chiarisce l’estensione reale del disaccordo. Nella mediazione civile accettare una soluzione resta una scelta volontaria.
Fonti di questa sezione: [1, pp. 141–145] [2]
Scenario didattico — esempio inventato, non un caso seguito dalla Fondazione.
Che cosa significa esattamente «consegnare entro venerdì»?
In una controversia inventata su un progetto grafico, il professionista intende per consegna l’invio di una bozza; il cliente si aspetta tutti i materiali pronti all’uso. Quando spiegano la stessa parola, emerge che parte della tensione deriva da interpretazioni diverse della fase di lavoro.
Il mediatore aiuta a distinguere bozza, invio dei commenti e consegna dei file finali. Restano da concordare date e pagamento. L’esempio illustra il chiarimento di un messaggio, senza stabilire il significato del contratto o la responsabilità delle parti.
Domande sull’argomento
Parafrasare significa ammettere che l’altro ha ragione?
No. Puoi comprendere correttamente una persona senza concordare. Precisa che stai verificando il significato delle parole e valuterai la proposta in seguito.
Fonti di questa sezione: [1, pp. 141–144]
E se non capisco i termini utilizzati?
Chiedi una spiegazione semplice e un esempio concreto. Puoi anche chiedere tempo per leggere. Non confermare un’intesa di cui non comprendi ancora il significato.
Fonti di questa sezione: [1, pp. 141–144] [2]
Fonti e letture di approfondimento
- Jerzy Plis, „Bariery w negocjacjach i mediacji. Sposoby przeciwdziałania”, rozdz. VII, w: Aneta M. Arkuszewska, Jerzy Plis (red. nauk.), Zarys metodyki pracy mediatora w sprawach cywilnych, Wolters Kluwer, Warszawa 2014, s. 137–159, ISBN 978-83-264-3282-8.
Pagine citate di questa edizione: 137–146.
- Ustawa z dnia 17 listopada 1964 r. – Kodeks postępowania cywilnego, tekst jednolity Dz.U. z 2026 r. poz. 468, ze zmianami; w szczególności art. 183¹–183¹⁵, art. 259¹, art. 436 i art. 445².
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